Società Italiana di
Terapia Comportamentale e Cognitiva
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Il libro realizza un desiderio antico degli
psicoterapeuti interessati alla ricerca ovvero di vedere attuata una ricerca
genuinamente italiana sulla valutazione degli esiti e sui processi
psicoterapeutici, sanando la lacuna che vedeva i gruppi di ricerca italiani del
tutto assenti dalla rassegna pubblicata nel 1991 per conto dell’A. P. A.
.
Al volume curato da Nicolò e Salvatore hanno contributo
numerosi gruppi di ricerca di diverso orientamento teorico e sparsi sul
territorio nazionale, con studi di apprezzabile qualità metodologiche e
applicative ed ulteriore motivo di soddisfazione nello scorrere gli studi
pubblicati nel presente volume è la presenza di numerosi autori di collocazione
non accademica.
Oggi l’antica separazione tra “chi fa” e “chi fa
ricerca” appare superata, anche se a livello di pubblicazioni internazionali il
trend di partecipazione di non accademici lascia ancora perplessi.
In Italia la situazione è diversa, sia negli intenti
dichiarati che nelle pubblicazioni e nella presenza attiva nella società di
ricerca sulla psicoterapia, e non vi è alcun dubbio che è il lavoro dei
psicoterapeuti nelle istituzioni uno dei motori più potenti per l’affermazione e
la diffusione della ricerca scientifica nel campo della psicoterapia. In tal
senso, l’organizzazione dei servizi per la salute mentale potrebbe offrire in
Italia una occasione preziosa di ricerca
scientifica.
Per il progresso della psicoterapia come scienza sono
indispensabili figure di operatori- ricercatori capaci di abbinare alla prassi
terapeutica la logica che permette di fondare
scientificamente il proprio operare, senza scindere il
momento in cui si fa ricerca e il momento in cui se ne ‘applicano’ i risultati.
Tanti contributi presentati in questo volume da parte di
terapisti che lavorano nel privato o nei servizi pubblici testimoniano la
maggiore attenzione alla rigorosità del metodo scientifico anche da parte di chi
non è ricercatore di professione, e l’apertura alla verificabilità ed alla
trasparenza, nei confronti della comunità ‘committente’, della delicata e
controversa prassi di intervento di modificazione della
psiche.
I problemi metodologici non mancano ed il rischio è che
– propendendo la ricerca attuale maggiormente per variabili di processo anziché
di esito – ogni ricercatore tenda a costruirsi uno strumento per la sua
specifica verifica.
Conseguente a questo aspetto è l’altro problema
metodologico persistente nella
ricerca italiana, come peraltro in quella
internazionale: la comparabilità degli studi
e quindi degli esiti. Costrutti come alleanza
terapeutica, insight, empatia, vengono
operazionalizzati in modo diverso dai diversi
ricercatori, per cui esiste il rischio di autoreferenzialità e si pone il
problema di come garantire l’estensibilità delle verifiche per assicurare la
generalizzabilità dei risultati.
Da tempo si auspica la costruzione di una sorta di
‘mappa di generalizzazione’,
derivante dalla cumulazione di evidenze dedotta da più
ricerche coordinate tra loro.
Risultati ottenuti in diverse variazioni di soggetti e
di contesti, portano ad una saturazione ’progressiva' del modello
teorico.
Un valido contributo in questa direzione è offerto
dall’approccio qualitativo ormai
sempre più diffuso, che non consiste solo in una
alternativa al modello (pseudo)sperimentale di ‘laboratorio’, oppure – come
ancora qualcuno crede – nell’usare parole anziché numeri nel descrivere i
fenomeni; ma configura invece un diverso orientamento
di ricerca, connesso alla scoperta piuttosto che alla
verifica, alla flessibilità e all’apertura alle novità rispetto alle ipotesi
iniziali, ai risultati inattesi e “strani”. Orientamento secondo cui le
soggettività del cliente e del terapista non vanno costrette in schemi (test,
questionari), ma anche impressioni, idee, emozioni e teorie ingenue rispetto
agli obiettivi e agli esiti del trattamento devono trovare spazio al fine di
ricostruire strutture latenti di senso.
In questo caso l’estensione dei risultati non riguarda
solo i dati quantitativi
ma i loro significati, per cui cumulare dati vuol dire
cumulare senso. Un senso che può prescindere dalle specifiche
operazionalizzazioni delle variabili e dai particolari
strumenti usati, per approfondire come e perché e a
quali condizioni le terapie psicologiche riescono ad essere efficaci.
In questa direzione il volume in esame offre molteplici
opportunità che invitano il lettore a cogliere, per ricavare – al di là dei
risultati specifici dei singoli studi – alcuni significati essenziali della cura
della psiche, valorizzando così in pieno le possibilità della ricerca.
Nell’auspicio che la “ricerca in psicoterapia” possa diventare anche
“psicoterapia della ricerca”.
Prefazione
Presentazione
1. La ricerca in psicoterapia. Alcune questioni aperte e
prospettive
PRIMA PARTE: PSICOTERAPIA E RICERCA IN
PSICOTERAPIA
2. Il discorso sulla psicoterapia, tra dinamiche
istituzionali, concezioni della mente, modelli di intervento, pratiche di
ricerca
3. Modelli Operativi Interni Dissociati e memoria
relazionale implicita
4 La ricerca empirica in psicoterapia
5 Diagnosi psichiatrica e modelli di salute mentale:
osservazioni su alcune criticità metodologiche per la ricerca in psicoterapia
6 Psicoterapia cum grano salis
SECONDA PARTE: QUESTIONI DI
METODO
7 Metodi ed obiettivi della ricerca in psicoterapia
8 Qualità della vita, qualità delle
relazioni>
9 Una proposta di integrazione delle variabili
relazionali nella ricerca empirica in psicoterapia
10 Gli strumenti di analisi
181
11 Multi-method assessment: un approccio
multidimensionale alla presa in carico psicoterapeutica
12 Le ricerche in psicoterapia con la Scala di
Valutazione della Metacognizione (SVAM): applicazioni e prospettive
TERZA PARTE: L’ANALISI DELLA PSICOTERAPIA Katja
Approci di studio a
confronto
13 Diagnosi di personalità, alleanza terapeutica e
meccanismi di difesa: il caso di Katja
14 Analisi del caso di Katja con la Scala di Valutazione
della Metacognizione
15 Pattern di relazione dialogica nelle narrazioni di
Katja. Il ruolo del terapeuta
16 Analisi del caso di Katja con la Griglia degli Stati
Problematici
17 Un’analisi qualitativa del disturbo di personalità
narcisista attraverso il Modello del Ciclo Terapeutico: uno studio single-case
(caso K.)
18 Le metafore in psicoterapia cognitivo-costruttivista:
uno studio empirico su un caso di disturbo di personalità narcisistica (caso K.)
19 La dinamica discorsiva dello scambio terapeutico come
indice clinico. Applicazione del DFA (Discursive Flow Analyzer) alla
psicoterapia di Katja
20 L’analisi emozionale del testo (AET) e il caso Katja:
come impostare una verifica
21 L’analisi interpersonale del processo terapeutico.
Applicazione del modello s. A. S. B. (Structural analysis of social behaviour)
al caso di Katja
22 Il terapeuta scannerizzato: commento alle analisi sul
caso di Katja dal punto di vista del clinico
23 Considerazioni a margine dello studio intensivo del
caso di Katja
Postfazione
Autori
Giuseppe Nicolò,
Psichiatra e psicoterapeuta. Direttore della Struttura Complessa ASL Roma G. e
Presidente dell'European Chapter Society for Psychotherapy Research.
Responsabile della Scuola di specializzazione in psicoterapia cognitiva SPC di
Reggio Calabria, nonchè Didatta e Segretario Nazionale della Società Italiana di
Psicoterapia Cognitivo Comportamentale (SITCC). Socio Fondatore del III Centro
di Psicoterapia Cognitiva di Roma
Sergio Salvatore,
Psicologo e psicoterapeuta. Professore straordinario di Psicologia Dinamica,
Università del Salento. Presso tale Università è coordinatore del dottorato di
ricerca in Psicologia Clinica. Membro dell'Editorial Board delle riviste:
Culture and Psychology, International Journal od Dialogical Self, International
Journal of Idiographic Science, Psicologia di Comunità, Rivista di Psicologia
Clinica. Autore di più di 100 lavori scientifici sui temi dell'intervento
clinico e del rapporto tra mente e contesto.
vi
ricordiamo che siamo in prossimità della deadline per la presentazione delle
comunicazioni libere e dei poster per
il XV Congresso SITCC a Milano “Il successo della terapia cognitiva:
come sarà il futuro?”
Sollecitiamo
in particolar modo l’invio dei poster, la cui deadline verrà prorogata di un
paio di settimane e ne verrà presto data comunicazione dalla segreteria
organizzativa.
Ricordiamo
inoltre che il Direttivo ha deciso di assegnare fino a 10 travel awards
dell’importo di 500,00 euro ai poster più meritevoli fra quelli presentati dai
soci corrispondenti.
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